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#BASTABLABLA ANCORA CHIACCHIERE SULLA LEGGE DI BILANCIO? BASTA!

Questa Legge di Bilancio dimentica gli artigiani e le piccole imprese. Invece, artigiani e piccole imprese rappresentano una parte fondamentale del Paese, già gravata pesantemente da una delle più alte pressioni fiscali al mondo.
La Legge di Bilancio, infatti, pur impedendo il previsto aumento dell'Iva e confermando il complesso delle incentivazioni sugli investimenti e il lavoro collegate a Impresa 4.0, non persegue proprio l'ineludibile processo di riduzione della pressione fiscale su artigiani e piccole imprese.
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Rimangono disattese le nostre richieste in materia di deducibilità dell'Imu sugli immobili strumentali, di esclusione dall'Irap per le  attività di minore dimensione, di ripristino dell'aliquota al 65 per cento per gli interventi di efficientamento energetico.
"Per di più, si fa retromarcia su important i provvediment i come l'Imposta sui redditi d'impresa e il regime per cassa con la previsione del riporto delle perdite, già introdotti opportunamente lo scorso anno. La massiccia campagna partita oggi è solo la nostra prima iniziativa".
Lo ha dichiarato il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino.
L'Imu su capannoni, laboratori e negozi è sicuramente il tributo più odiato dagli artigiani e dai piccoli imprenditori perché colpisce strumenti di lavoro, indispensabili a svolgere la propria attività, come se fossero seconde case, consentendo solo una molto limitata deducibilità dal reddito.
Nonostante le sentenze della Corte costituzionale e della Cassazione, che hanno sancito inequivocabilmente come artigiani e piccole  imprese senza un'autonoma organizzazione dei fattori della produzione non debbano pagare l'Irap, continua a mancare un provvedimento di legge che li escluda definitivamente dall'applicazione, evitando gli attuali contenziosi. Le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici si sono dimostrate fin da subito uno strumento efficiente ai fini ambientali e, innescando un circuito virtuoso, un robusto sostegno all'economia. Purtroppo, la parte più utilizzata di queste agevolazioni è stata inspiegabilmente tagliata dal 65 al 50 per cento della spesa, rendendole meno attrattive.
L'Imposta sul reddito d'impresa (Iri) consente anche a una ditta individuale, a una società di persone, a un artigiano o a un commerciante di pagare le tasse separando il reddito d'impresa da quello personale, come già avviene per le società di capitali, permettendo un giusto risparmio fiscale ed evitando discriminazioni tra imprese. Tutto sembrava pronto per l'entrata in vigore l'anno prossimo.
Ma nel disegno di Legge di Bilancio 2018, ora all'esame della Camera, è previsto lo slittamento di un anno del provvedimento.
Il nuovo regime di cassa per la determinazione del reddito in contabilità semplificata interessa 2,2 milioni di imprese. Imprese che hanno chiesto di pagare Irpef e Irap solo sui redditi incassati. Ma senza la possibilità di riportare le perdite all'anno successivo questo non è possibile.
Nel proseguo del dibattito bisogna registrare comunque la scelta delle ultime ore della Commissione Finanze della Camera di inserire tra gli emendamenti ritenuti prioritari quattro temi particolarmente sensibili per gli artigiani e le piccole imprese: il graduale aumento della deducibilità dell'Imu sugli immobili strumentali ai fini della determinazione del reddito d'impresa, la previsione del  riporto delle perdite per rendere effettivamente operativo il regime del reddito per cassa, l'aumento delle franchigia Irap e la possibilità di cedere alle banche il bonus per ristrutturazioni ed efficientamento energetico.
Segnali di attenzione importanti che CNA ritiene necessario trovino conferma nel prosieguo dei lavori in Commissione Bilancio la prossima settimana.
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12-12-2017


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