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CNA RICORRE ALL’ANTITRUST E ALLA COMMISSIONE EUROPEA CONTRO LA MODALITÀ DI SCONTO IN FATTURA DEL DECRETO CRESCITA: “ALTERA LA CONCORRENZA E DANNEGGIA ARTIGIANI E PMI”

Lo sconto in fattura previsto per Ecobonus e Sismabonus nel Decreto crescita altera la concorrenza danneggiando le piccole e medie aziende. Oltre 60 imprese dei settori impianti, legno e arredamento associate a CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione europea e all'Autorità garante della concorrenza ed il mercato affinché venga accertata l'illegittimità dell'art. 10 della L. 58/2019 (Decreto Crescita) per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza.
 Immagine:   La norma interviene sul decretolegge 4 giugno 2013, n. 63, prevedendo la possibilità, per il soggetto che sostiene le spese per interventi di efficienza energetica, di ricevere un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l'intervento sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Il contributo è successivamente rimborsato al fornitore sotto forma di credito d'imposta da utilizzare in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, senza l'applicazione dei limiti di compensabilità, ovvero senza l'applicazione del limite generale di compensabilità di crediti di imposta e contributi.
Il fornitore può cedere a sua volta il credito di imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi. Viene di nuovo esclusa la possibilità di cedere il credito d'imposta ad istituti di credito e a intermediari finanziari.

CON SUCCESSIVO ATTO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE SARANNO INDIVIDUATE LE MODALITÀ ATTUATIVE DELLE DISPOSIZIONI

Infine, la norma estende il meccanismo della cessione del credito - come modificato dalle presenti disposizioni anche agli interventi di risparmio energetico che abbiano ad oggetto l'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia.
"Il provvedimento varato dal Parlamento - ha dichiarato il presidente CNA Installazione Impianti, Carmine Battipaglia - ci ha convinto a mobilitarci a tutela delle piccole imprese. D'intesa con la Confederazione ci siamo attivati per ricorrere sia all'Antitrust che alla Commissione europea per ottenere la cancellazione dell'articolo 10 che riteniamo un tentativo di favorire la concentrazione del mercato della riqualificazione energetica nelle mani di pochi operatori, con conseguente alterazione della concorrenza, rappresentando un indebito aiuto di Stato per le grandi imprese a danno delle piccole e medie".
Oltre 60 imprese dei settori impianti, legno ed arredamento associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione Europea ed all'Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l'illegittimità dell'art. 10 della L. 58/2019, meglio conosciuto come DL Crescita, per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza.
Solo nel 2018, secondo l'8° Rapporto ENEA sull'efficienza energetica, sono stati realizzati 335.000 interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente che hanno usufruito dell'Ecobonus per circa 3.331 milioni di euro di investimenti attivati. "Se la volontà del Governo è quella di regalare questo mercato, che oggi vede protagoniste le piccole imprese, a qualche multiutilities o ad ex monopolisti nostalgici del passato - ha sottolineato Battipaglia - noi non ci stiamo e non lasceremo nulla di intentato per far abolire una norma iniqua, che uccide la concorrenza e che, nei fatti, mira a subordinare il tessuto della piccola impresa alle logiche ed agli interessi delle multiutilities nazionali e locali".
Il mercato è rilevante. Secondo l'ultimo Rapporto Enea i lavori di efficientamento energetico del patrimonio edilizio che hanno beneficiato dell'Ecobonus nel 2018 sono stati 334mila con 3,3 miliardi di euro di investimenti.
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09-07-2019


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