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PUBBLICATE LE REGOLE PER LA CESSIONE DEL CREDITO SUI LAVORI DI RISPARMIO ENERGETICO ED ADEGUAMENTO ANTISISMICO

L'agenzia delle Entrate ha pubblicato le regole per la cessione del Credito inerente alle detrazioni fiscali sui lavori di risparmio energetico ed adeguamento antisismico.
Come più volte evidenziato da Cna Impianti questa procedura, che si ricorda non è assolutamente obbligatoria per le imprese, rappresenta una palese distorsione del mercato a favore di soggetti in grado finanziariamente di sostenere la cessione del credito in modo assolutamente impropria.
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La contrarietà maggiore è nella possibilità a favore della clientela di chiedere di sostituire la detrazione fiscale decennale con l'applicazione diretta dello sconto sulla spesa sostenuta sul corrispettivo dei lavori effettuati dall'impresa. 
Sarebbe l'impresa esecutrice a sostenere finanziariamente il recuperare l'importo da compensare, in 5 anni, esclusivamente tramite la compilazione di un apposito modello F24 oppure cedendo a sua volta il credito ai fornitori dei materiali utilizzati per quel lavoro, sempre che questi  accettassero il credito. 
Il provvedimento pubblicato dispone che i soggetti beneficiari delle detrazioni (o dall'amministratore del condominio)  per lavori di riqualificazione energetica (ecobonus) e riduzione del rischio sismico (sismabonus) inviino una comunicazione all'agenzia entro il dal 16 ottobre al 28 febbraio dell'anno successivo a quello di sostenimento delle spese. 
La trasmissione potrà essere fatta utilizzando il software dell'Agenzia delle Entrate o in alternativa tramite PEC o direttamente presso gli uffici dell'agenzia stessa. 
Le imprese che accettassero lo sconto potranno recuperare il relativo importo sotto forma di credito d'imposta solo a decorrere dal giorno 10 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata la comunicazione da parte del contribuente. 
La possibilità di cedere il credito vale anche per l'installazione di impianti per  fonti rinnovabili, per i quali è riconosciuto il bonus ristrutturazioni del 50%, solare termico, pompe di calore generatori a biomassa e fotovoltaico. 
Per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2018, la comunicazione dovrà essere effettuata dal 16 ottobre 2019 al 30 novembre 2019 e  il credito ceduto sarà reso disponibile dal 10 dicembre 2019. 

La Posizione di Cna 
Le associazioni che rappresentano la filiera del settore edilizio/impiantistico italiano chiedono da mesi a gran voce la soppressione dell'art. 10 del "Decreto crescita".  
Dopo aver già manifestato pubblicamente, nei giorni scorsi, le proprie riserve sull'efficacia del provvedimento e sugli effetti distorsivi che questo avrebbe prodotto sul mercato dei settori coinvolti, ANGAISA, CNA Installazione di Impianti e Confartigianato Termoidraulici sono scesi  in campo insieme per chiedere a gran voce, congiuntamente, la soppressione dell'art. 10.  La norma, secondo le associazioni firmatarie dell'appello indirizzato al Governo, purtroppo oggi decaduto per le note vicende politiche, penalizza gravemente le piccole e medie imprese installatrici e distributrici, avvantaggiando un ristretto gruppo di operatori (tra cui le principali multiutilities) caratterizzati da una grande forza economica e organizzativa, gli unici che potranno farsi carico degli oneri finanziari direttamente connessi ai nuovi incentivi.  
Uno squilibrio evidente rispetto al quale, si ricorda, la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avuto modo di rendere nota la propria posizione di forte perplessità, in relazione ai contenuti del provvedimento entrato in vigore il 30 giugno scorso.  
CNA Installazione di Impianti e le altre associazioni firmatarie hanno chiesto di ripristinare nel più breve tempo possibile una situazione di equilibrio e pari dignità per tutti gli operatori della filiera, confermando la disponibilità a collaborare all'interno di un tavolo tecnico, per mettere a punto nuovi meccanismi incentivanti in grado di innescare un "circolo virtuoso" di cui pos
sano beneficiare tutte le parti interessate. 
italiano chiedono da mesi a gran voce la soppressione dell'art. 10 del "Decreto crescita".  
Dopo aver già manifestato pubblicamente, nei giorni scorsi, le proprie riserve sull'efficacia del provvedimento e sugli effetti distorsivi che questo avrebbe prodotto sul mercato dei settori coinvolti, ANGAISA, CNA Installazione di Impianti e Confartigianato Termoidraulici sono scesi  in campo insieme per chiedere a gran voce, congiuntamente, la soppressione dell'art. 10.  La norma, secondo le associazioni firmatarie dell'appello indirizzato al Governo, purtroppo oggi decaduto per le note vicende politiche, penalizza gravemente le piccole e medie imprese installatrici e distributrici, avvantaggiando un ristretto gruppo di operatori (tra cui le principali multiutilities) caratterizzati da una grande forza economica e organizzativa, gli unici che potranno farsi carico degli oneri finanziari direttamente connessi ai nuovi incentivi.  
Uno squilibrio evidente rispetto al quale, si ricorda, la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avuto modo di rendere nota la propria posizione di forte perplessità, in relazione ai contenuti del provvedimento entrato in vigore il 30 giugno scorso.  
CNA Installazione di Impianti e le altre associazioni firmatarie hanno chiesto di ripristinare nel più breve tempo possibile una situazione di equilibrio e pari dignità per tutti gli operatori della filiera, confermando la disponibilità a collaborare all'interno di un tavolo tecnico, per mettere a punto nuovi meccanismi incentivanti in grado di innescare un "circolo virtuoso" di cui pos
sano beneficiare tutte le parti interessate. 

  • 64 imprese associate a CNA hanno presentato ricorsi all'Antitrust ed alla Commissione Europea per chiedere di verificare l'illegittimità, in termini di lesione del diritto comunitario e nazionale sulla concorrenza, dell'art. 10;
  • la petizione on line sulla piattaforma change.org lanciata da CNA il 22 luglio scorso in poco più di una settimana  ha raggiunto e superato le 4.000 firme. 


Il provvedimento, i cui effetti sono stati  inizialmente sottovalutati da tutti, tranne da CNA come dimostra la denuncia che fece già all'inizio del mese di aprile, è entrato nel mirino della politica che si è finalmente accorta dei danni che questo sta facendo a tutto il mondo dell'artigianato e della piccola impresa che opera nel settore delle ristrutturazioni edili e della riqualificazione energetica. 
La Regione Toscana ha impugnato l'art. 10, mentre la Regione Liguria ha approvato, all'unanimità, un ordine del giorno con la richiesta di abrogazione dell'art. 10. 
La sensibilizzazione delle forze politiche al problema ha prodotto, prima della crisi politica di agosto, ha provocato la presentazione di vari disegni di legge che richiedono l'abrogazione dell'art. 10: lo hanno fatto PD e Forza Italia, mentre un Ddl della Lega dovrebbe essere in arrivo, mentre il M5S si è limitato a presentare un provvedimento di "modifica" dell'attuale testo della norma che CNA ha già avuto modo di definire come una pezza peggiore del buco. 
Un Disegno di Legge, però, ha un iter lungo ed articolato i cui tempi di conclusione non sono certamente prevedibili. La soluzione al problema dell'art. 10 potrà essere trovata verosimilmente includendo la sua abrogazione nella Legge di Stabilità che dovrà essere portata all'esame del Parlamento a fine settembre; 
Ecco perché è importante proseguire una mobilitazione che consenta di tenere alta la tensione e l'interesse sull'art. 10 in modo da arrivare in prossimità della discussione sulla Legge di Stabilità con un vasto arco di forze parlamentari disponibili ad appoggiare la nostra proposta di abrogazione.  
Cna si riserva di tenere informate leimprese sull'evolversi della situazione.  
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27-08-2019


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